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| Gli Empori del Sapore del Cuore e... |
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| Descrescita - Economia |
| Scritto da arcipelago SCEC Emilia Romagna |
| Giovedì 26 Novembre 2009 16:47 |
...gli SCEC Point MarketLa finalità che ci si propone con questo progetto è di:
L’azione congiunta fra amministrazioni locali, scuole, associazioni, ASL e strutture turistico alberghiere del territorio è auspicabile per ottenere risultati più veloci e duraturi nel tempo.
Secondo L’ISMEA i prezzi alla produzione in agricoltura sono aumentati nel mese di giugno del 4,5% e del 19,1% rispetto allo stesso mese del 2007 e le voci colpite dai maggiori aumenti ovviamente sono Gasolio e fertilizzanti chimici, anch’essi in gran parte derivanti dal petrolio.. Dal 2000 al 2007 i prezzi alla vendita sono aumentati mediamente del 28% (fonte CIA)
Mentre i redditi dei produttori sono diminuiti, sempre dal 2000 al 2007, del 18%.
A fronte di questo sconfortante quadro, abbiamo un sistema distributivo con filiere “lunghe” che hanno portato i prodotti agroalimentari ad avere un divario enorme tra prezzi alla produzione e alla vendita. Eclatante il caso delle clementine che vengono pagate alla produzione 15-20 centesimi mentre al consumatore sono arrivate a costare, a dicembre 2007, anche 3 euro (fonte Coldiretti http://www.coldiretti.it/docindex/cncd/informazioni/890_07.htm ). Poco giustificati anche gli aumenti dei prezzi relativi a pane, pasta e farina. Il produttore quindi ha redditi sempre più bassi, costi sempre più alti ed una burocrazia che assorbe 100 giorni l’anno (fonte CIA) per gli adempimenti, contabili, fiscali e amministrativi.
Sul fronte della qualità, prosegue la contraddittoria politica comunitaria che continua a non dare certezze agli agricoltori che chiedono invece risposte chiare e definite come quelle in tema di modificazioni climatiche che chiedono urgentemente un cambiamento degli orientamenti e un allargamento delle superfici coltivate a cereali oggi a set aside, ma la UE ancora non si pronuncia.
Le risposte invece arrivano dalla Commissione europea (organo sovranazionale) in tema di Ogm. Mentre in Italia 3 milioni di persone si esprimevano nella consultazione sugli OGM a favore della sicurezza alimentare, la Commissione europea, contro alle indicazioni del Parlamento Europeo (eletto dagli elettori) e dei consumatori europei che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche, ha dato il via libera definitivo alla commercializzazione del mais transgenico 59122 o “herculex”, oltre a un tipo di barbabietola da zucchero geneticamente modificata e altre due qualità di mais ibridi.
Dal fronte dei consumatori i dati Istat sulla spesa delle famiglie italiane hanno rilevato che dopo quasi un decennio di stagnazione i consumi sono calati a danno soprattutto dei consumi alimentari e della produzione della qualità dei prodotti, favorendo così gli acquisti nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e Hard Discount. Secondo un recente sondaggio http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/inflaistat-5/infla-sondaggio/infla-sondaggio.html l’inflazione percepita è almeno 3 volte quella dichiarata e per il 71% del campione intervistato la situazione familiare è poco o per nulla positiva.
Il produttore che si affida al mercato vendendo i suoi prodotti alla GDO quando ci riesce, o ai grossisti, spunta prezzi a volte molto inferiori anche al punto di pareggio, con tempi di pagamento delle fatture molto dilatati nel tempo con inevitabile ricorso al credito e all’anticipazione bancaria, azione questa che oltre ad essere piuttosto onerosa a causa degli interessi passivi nell’ultimo periodo si sta rivelando anche difficile a causa delle restrizioni dei parametri di concessione del credito bancario.
L’unica alternativa quindi è rivolgersi alla vendita diretta e perseguire la qualità (Farmers Market, Km 0, mercatini de biologico ecc.).
La difficoltà maggiore quindi è creare il mercato alle produzioni locali di qualità e anche ove si riuscisse in questa impresa, si tratterebbe sempre di una nicchia di mercato formato da consumatori consapevoli e disposti anche a spendere di più, come dimostra il fenomeno del prodotto biologico. Nicchia che però si ridurrà sempre più con l’aumentare della crisi economica, come sopra evidenziato, e del numero dei produttori che si rivolgono a questo segmento di mercato.
Seguendo il paradigma in cui il prezzo finale di un prodotto è dato dai costi di produzione più un giusto guadagno, avremo prezzi molto elevati e quindi soddisferà solo una piccola parte di produttori e di consumatori anche se si avrà una qualità superiore della produzione, oltre naturalmente alla difficoltà a ritagliarsi spazi di vendita sufficienti, con un conseguente dispendio di risorse, economiche ed umane che poi inevitabilmente si riflettono, anch’esse, inevitabilmente, sul prezzo finale.
Per affrontare adeguatamente questo difficile periodo e portare i prodotti di qualità sulle tavole di tutte le famiglie, facendo così tornare nella norma (il prodotto di qualità per tutti ad un prezzo accessibile) quello che oggi invece è l’eccezione (il prodotto di qualità solo ai ceti più agiati), è necessario inserire vari, ma facili correttivi.
CREAZIONE DI MERCATO:
il primo passo è quello di aderire al circuito che accetta i Buoni della Solidarietà ChE Cammina ŠCEC come percentuale del prezzo (mediamente dal 10 al 30%). Poiché questi Buoni sono distribuiti alle famiglie gratuitamente, si ottiene un aumento del potere di acquisto pari alla percentuale dei Buoni accettata.
Le famiglie quindi preferiranno acquistare nei punti vendita che aderiscono a questo circuito rispetto ad esempio alla GDO o Discount che invece non li possono accettare a causa della loro organizzazione interna. oltre a questo si deve fare una corretta campagna di informazione alimentare per un’azione preventiva sulla salute (meglio se in collaborazione con l’ente locale e le autorità sanitarie)
Gli ŠCEC possono essere utilizzati in tutti gli esercizi commerciali, produttori, professionisti, strutture di ristorazione, alberghi ecc. non solo nella località, ma in tutte le città-regioni in cui si utilizzano e aderiscono al circuito di ArcipelagoŠCEC. Questo permetterà alle eccedenze produttive di poter essere vendute nel circuito italiano aumentando notevolmente il mercato alle merci locali di qualità.
Allo stato attuale molti enti locali stanno aderendo conferendo così corpo e consapevolezza a tutto il progetto e aiutando le proprie comunità e le economie locali.
ACCORCIAMENTO DELLE FILIERE
Concetto tornato prepotentemente alla ribalta dopo gli aumenti, a volte ingiustificati, dei prodotti agroalimentari, con punte che a volte hanno fatto pensare a vere e proprie speculazioni. Anche qui, tutti parlano di filiera corta, ma concretamente è difficile da mettere in pratica (farmers market-chilometri 0 ecc.) anche perché si richiede al produttore di avere risorse per la vendita diretta e strutturare l’azienda in modo a volte sostanzialmente diverso.
Secondo il nostro parere il punto nevralgico su cui intervenire oltre all’accorciamento della filiera produttiva è giocare sul plusvalore derivante dalla trasformazione dei prodotti agroalimentari come ad esempio la filiera del grano che arriva fino alla vendita del pane, quella della carne (allevamento, macellazione, trasformazione e vendita), l’attività casearia ecc.
ECONOMIE DI SCALA
In questo caso è necessario comprendere che il futuro delle piccole aziende sarà sempre più difficile e la collaborazione fra aziende invece il naturale antidoto all’attuale periodo molto complesso.
L’unione di questi elementi:
da vita agli Empori de “Il sapore del cuore” e ai punti vendita denominati la “Bottega dello ŠCEC”. In questi punti vendita si troverà l’alimentare e tutti i prodotti di aziende locali, artigianali che avranno così una vetrina per le loro produzioni.
Si tratta di strutture neutre di servizio, meglio se attivate dagli Enti Locali e gestite da cooperative di giovani e comunque sempre coordinate da ArcipelagoŠCEC per mantenere la coerenza del progetto. Queste strutture, una volta pagati i costi di gestione, retrocedono periodicamente ai produttori agricoli il plusvalore derivante dalle trasformazioni dei prodotti che avvengono all’interno degli Empori. Questa azione permetterà di poter offrire ai produttori agricoli che conferiscono i loro prodotti agli Empori un giusto reddito facendoli concentrare sempre più sulla produzione di qualità e permetterà di mantenere i prezzi alle famiglie molto contenuti in linea, se non inferiori, a quelli, non certo di qualità, della GDO.
I produttori non agricoli, che sposteranno gli spacci aziendali delle loro produzioni, interverranno negli Empori conferendo la merce in conto vendita, pagando un canone per la vendita delle produzioni.
Negli Empori del Sapore del Cuore si attiveranno lavorazioni come la macelleria e la produzione del pane, dolci, pasta, confetture, semilavorati, formaggi, rosticceria, pizzeria oltre alla vendita di prodotti sfusi come olio, vino, latte crudo, caffè, detersivi ecologici ecc.,
nelle Botteghe dello ŠCEC di superficie inferiore invece si venderanno solo prodotti locali senza trasformazione o trasformati direttamente dalle aziende o negli Empori del Sapore del Cuore. Utile prevedere un Emporio che rifornisce più Botteghe dello ŠCEC sul territorio.
Queste due strutture avranno, oltre alla vendita diretta, la funzione di:
VENDITA DIRETTA All’interno dell’Emporio del Sapore del Cuore troverà posto il nucleo dell’agroalimentare con:
Il settore avrà anche prodotti trasformati sia direttamente nell’Emporio che nelle aziende che lo riforniscono, confetture, passate di pomodoro, succhi di frutta, sughi pronti, olive e altre produzioni locali oltre all’agroalimentare, che è il richiamo e la spina dorsale della struttura, troveranno spazio e visibilità anche le altre produzioni locali artigianali con un addetto alla vendita cumulativo. Ovviamente la Bottega dello ŠCEC non avendo le lavorazioni al suo interno avrà necessità di meno personale per la gestione.
Nei punti vendita avremo anche prodotti alla spina come detersivi, latte, vino ecc. e molta cura e attenzione sarà dedicata al rapporto con il cliente per fare informazione (progetto ArcipelagoŠCEC, corretta alimentazione e proprietà nutritive dei cibi, antiche ricette locali da riscoprire, consigli, informazioni sui metodi di coltivazione ecc.).
RIFIUTI 0
Tutta la merce verrà data sfusa, senza imballaggi, senza pellicola e polistirolo; ove sia necessario un imballaggio per la conservazione, ad esempio le conserve, confetture ed i succhi di frutta, ecc. saranno adottati contenitori di vetro e verrà richiesto un deposito cauzionale che sarà restituito alla riconsegna del vuoto. Per il vino, il latte ed i detersivi si useranno contenitori portati da casa dal cliente o forniti direttamente dal punto vendita, salvo, anche in questo caso, un deposito cauzionale. Un omaggio o un piccolo sconto per chi porta da casa il sacchetto per riporre la spesa, in ogni punto vendita comunque ci saranno in vendita borse di tela o di carta riciclata.
In tutti i punti vendita ci saranno delle compostiere per i rifiuti organici derivanti dall’attività e il compost verrà messo in vendita per il piccolo giardinaggio.
Per quanto riguarda i punti di ristoro (vedi sotto) verrano usati il più possibile contenitori non usa e getta
TRASPORTI
Quello dei trasporti è un capitolo molto delicato in quanto il Km 0 se non adeguatamente razionalizzato può avere un impatto ambientale e sociale molto elevato addirittura superiore a molti prodotti che arrivano da paesi esteri come dimostrato da numerosi studi del settore dei trasporti. per questo è necessario operare una attenta razionalizzazione dei trasporti locali (entro i 50 km) adottando il PAT (Progetto Autotrasportatori Telematici http://cms.arcipelagoscec.net/?page_id=232) che ArcipelagoŠCEC attraverso un suo socio fondatore mette a disposizione.
Attraverso l’adozione del PAT si utilizzeranno solo i mezzi adeguati alle condizioni tecniche di carico, che raggrupperanno le materie prime dai produttori verso i centri di trasformazione/vendita/smistamento degli Empori. Successivamente, razionalizzando le consegne distribuiranno sul territorio i prodotti per le Botteghe dello ŠCEC, piccola distribuzione, ristorazione, mense di fabbriche, scuole, ospedali e alle altre isole per i beni in eccedenza o non reperibili nei loro territori. Da tenere presente che così si avrà un solo interlocutore grazie anche alle piattaforme informatiche di ArcipelagoŠCEC con una riduzione di tempo e costi di gestione/amministrazione.
Gli autotrasportatori interverranno nell’emporio come se fossero dei produttori agricoli, prendendo inizialmente solo i costi vivi del trasporto e partecipando successivamente alle periodiche redistribuzioni del plusvalore derivante dalla trasformazione dei prodotti, ovviamente ognuno in proporzione del loro apporto (vedi sotto Rapporti fra produttori e punto vendita)
In questo modo si permettono risparmi notevoli sia di mezzi, carburante, sia di tempo per le aziende agricole, sia di costi sociali (rifacimento strade, incidenti, impatto ambientale ecc.)che per i TIR ammontano a 0,22 centesimi per chilometro e che normalmente vengono scaricati sulla collettività.
La razionalizzazione dei trasporti prevede anche la consegna della spesa a domicilio del cliente riducendo così anche l’uso dei mezzi privati aiutando anche le fasce deboli della popolazione, anziani, persone diversamente abili ecc. Stessa cosa anche per la consegna di rosticceria/pizze a domicilio negli orari serali. Per questi piccoli trasporti cittadini si può pensare a utilizzare mezzi elettrici che si alimentano dalla produzione di energia dell’Emporio.
ENERGIA
Ogni Emporio deve avere come obiettivo l’autosufficienza energetica che nel tempo permetterà di abbattere anche i costi dell’energia che per un piccolo supermercato tradizionale di 500 mq si aggirano intorno ai 1.500 euro mensili.
Oltre ad una coibentazione ottimale da realizzare durante l’allestimento, nell’Emporio si potrà adottare un impianto fotovoltaico o a biomasse alimentato dalle aziende della zona, con il quale rendere autonomo dal punto di vista energetico il punto vendita e alimentare anche il forno a legna. L’eventuale sovrapproduzione di energia potrà essere immessa in rete e venduta alla tariffa di favore prevista in finanziaria 2008 per impianti a biomassa alimentati da filiera corta.
Il recupero delle biomasse, può essere realizzato sempre dagli autocarri, applicando il concetto della Reverse Logistics (Logistica di ritorno); una volta terminato il ciclo di consegne dei prodotti, si individua un fornitore di biomasse (anch’esso partecipante al progetto) in una zona geografica compatibile per poi consegnarle ai produttori e agli empori che le utilizzeranno per il loro fabbisogno energetico; in questo modo gli automezzi circolano sempre adeguatamente carichi.
SNODO DI RETE
L’Emporio de Il Sapore del Cuore avrà la funzione di rifornire le Botteghe dello ŠCEC sul territorio (i prezzi saranno uguali) e anche i negozi della piccola distribuzione (negozio di prossimità o dei Centri Commerciali Naturali del centro cittadino) che aderiranno al circuito ArcipelagoŠCEC. In questo ultimo caso il prezzo praticato sarà inferiore di quello offerto al pubblico onde permettere anche al piccolo negozio aderente al circuito di offrire buoni prezzi.
In particolare si potranno rifornire i bar, ristoranti, gli alberghi, che aderiscono al circuito ArcipelagoŠCEC e che avranno interesse a utilizzare gli Scec ricevuti dalla propria clientela. Anche in questo caso sarà cura di ArcipelagoŠCEC di “formare” questi esercizi commerciali a sensibilizzare la loro clientela sul fatto che si stanno usando materie prime del territorio di qualità, magari attraverso la diffusione di un opuscolo preparato allo scopo che informa i clienti sull’intero progetto.
SMISTAMENTO ORDINI da altre “isole” del circuito
In questo caso l’Emporio de Il Sapore del Cuore avrà il compito di soddisfare gli ordini che arriveranno dalle altre “isole” che faranno richiesta, attraverso la piattaforma informatica di ArcipelagoŠCEC, di produzioni che il loro territorio non può offrire. Un modo per gestire le eccedenze produttive.
PUNTO DISTRIBUTIVO PER I GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE
I nostri punti vendita, Emporio de Il Sapore del Cuore e ŠCEC Point Market, posso assolvere anche alla funzione di centro di smistamento degli ordini dei GAS presenti sul territorio semplificando il loro lavoro organizzativo e gestionale.
RAPPORTI FRA I PRODUTTORI E I PUNTI VENDITA
I produttori agricoli fornitori degli Empori del Sapore del Cuore, gestito da cooperative di giovani e coordinati da ArcipelagoŠCEC, conferiscono la loro merce e sono pagati a fine mese con un prezzo medio di mercato. Periodicamente poi verranno ridistribuiti gli utili derivanti dalla vendita dei prodotti trasformati dedotte le spese gestionali del punto vendita. In questo modo si permette al produttore agricolo di avere un ritorno non solo dalla vendita del prodotto, ma anche dalla vendita del prodotto finito e trasformato. A puro titolo di esempio ricordiamo che 100kg di grano, che producono 100kg di pane, vengono oggi pagati circa 11-13 euro, mentre i 100 kg di pane vengono venduti da 200 a 300 euro. Per non parlare dei dolci dove la materia prima incide solo per un 3-5%. Stessa cosa per un piatto pronto o semilavorato, succhi, confetture ecc.
Da specificare che ogni produttore viene considerato alla stregua degli altri senza fare differenza fra le merci conferite. Il plusvalore, oltre il prezzo medio pagato dal mercato, viene redistribuito equamente deducendo solo i costi di gestione. Il coordinamento di ArcipelagoŠCEC varrà un 10% degli utili.
Da specificare che al produttore non si richiede di ristrutturare la sua azienda, ma solo di fare bene il suo lavoro, al resto penserà, per quanto possibile, ArcipelagoŠCEC.
Un capitolo a parte per i produttori non agricoli che esporranno la loro produzione, artigianale e non, nei punti vendita. In questo caso possono dirottare nei punti vendita, parte della loro produzione (spacci aziendali) comprese alcune rimanenze di magazzino che possono essere vendute con percentuali di ŠCEC più elevate. La loro merce sarà in conto vendita e pagheranno solo un canone di affitto per la visibilità, lo spazio ed il servizio offerto dai punti vendita.
Risulta chiaro che le imprese coinvolte nel progetto non dovranno sfruttare il lavoro nero e lo stesso controllo riguardante la qualità del prodotto finale sarà riservato anche alla legittimità dei rapporti di lavoro al loro interno.
CERTIFICAZIONE DEI PRODOTTI
Tutta la merce agroalimentare venduta all’interno degli Empori del Sapore del Cuore e degli ŠCEC point Market dovrà avere una analisi periodica sulla salubrità del prodotto e delle sue qualità nutrizionali. Questo eviterà costose ed poco efficaci certificazioni sulla filiera produttiva concentrando le analisi sulle qualità del prodotto finito.
Si tratta di una innovazione alla quale si dovrà dare il più ampio risalto con continue campagne informative sul valore nutrizionale degli alimenti portate avanti in accordo con le autorità locali e sanitarie.
PUNTI DI RISTORO
Poichè il punto focale del progetto è la trasformazione del prodotto è auspicabile che nei punti vendita o vicini ad essi nascano dei punti di ristoro, chioschi o da ristoranti, magari stagionali gestiti sempre dalla stessa associazione che gestisce i punti vendita (nel caso delle sperimentazioni in corso con le scuole, ist. Agrari e Turistico Alberghieri, sono coop. di ex alunni).
Nel punto di ristoro si potranno trovare piatti freddi, panini e altre piccole cose, tutte rigorosamente locali.
Nel chiosco, anche ambulante, si potranno vendere tutte le produzioni con la frutta, succhi, macedonie, angurie, sorbetti e gelati artigianali; da valutare il ripristino dell’antica arte della ristorazione da strada con la riscoperta di antiche tradizioni.
La loro conduzione non richiede una particolare specializzazione mentre hanno un buon ritorno economico.
Da utilizzare in zone turistiche, vicino ad uffici e anche questi possono contribuire al miglioramento della redditualità della produzione.
Diverso è il caso del ristorante, anche stagionale,
In questo caso va individuato o un locale adatto o una zona all’aperto da poter adibire alla ristorazione con 50/70 coperti. I prezzi molto contenuti anche con l’ausilio dei Buoni della Šolidarietà ChE Cammina ŠCEC. Qui è necessaria una professionalità adeguata alla gestione anche se il menù sarà semplice e improntato alla cucina casalinga.
La collaborazione con enti locali e mondo scolastico (in questo caso Istituti Turistico Alberghieri) permetterà la formazione a rotazione di futuri imprenditori che usciranno da questa esperienza con una mentalità imprenditoriale improntata alla collaborazione, alla solidarietà e alla valorizzazione dei prodotti locali.
CREAZIONE DI UN MARCHIO
Il Sapore del Cuore potrebbe diventare un marchio che contraddistingue le attività in sintonia con i progetti di ArcipelagoŠCEC (vendita-ristoro-trasformazione)
RECUPERO DI ARTIGIANATO E ANTICHI MESTIERI
All’interno degli Empori del Sapore del Cuore potranno trovare anche spazio, se la struttura lo consente, antichi mestieri, artigiani. Si pensi ad uno spazio per una calzoleria, cestai, falegnami, idraulici, riparazione di elettrodomestici, restauri ecc. tutte attività che possono favorire l’imprenditoria giovanile.
E’ possibile pensare all’organizzazione di attività artigianali per soddisfare piccole riparazioni casalinghe a prezzi accessibili a tutti grazie anche all’ausilio degli ŠCEC.
Interessante sarebbe prevedere, in accordo con gli istituti professionali del legno anche una linea di lavorazione strutture/mobili da giardino/interni in legno a basso costo.
Una parentesi sulla necessità del recupero di antiche lavorazioni locali che se inserite con azioni imprenditoriali efficaci potrebbero essere riprese con successo prima che scompaiano del tutto.
INTEGRAZIONE SOCIALE E SVILUPPO DELLA SOLIDARIETA’
Ove si sia realizzata anche una struttura di ristorazione saranno organizzati periodicamente dei pranzi gratuiti per le persone sole in modo da facilitare la socialità.
In tutte gli Empori e le Botteghe dello ŠCEC si adotterà anche un sistema di consegna a domicilio senza aggravio di costi sia per le persone anziane, disabili, che per le famiglie che lo richiederanno
Poichè i Buoni ŠCEC vengono distribuiti anche agli immigrati si faciliterà la loro integrazione con la comunità locale.
CONSIDERAZIONI ATTUATIVE
Come si può vedere le opportunità date da questo progetto permettono di creare molti posti di lavoro e di aiutare le imprese che vi partecipano a migliorare i propri introiti mentre si procede ad un nuovo modo di fare impresa e di ottenere un giusto profitto.
La scelta di affidare la gestione a cooperative di lavoro, anche di ex alunni di istituti professionali coordinati da ArcipelagoŠCEC e di lasciare i produttori come semplici fornitori legati solo da un contratto di fornitura è da ricercarsi nella difficoltà degli imprenditori a unirsi in progetti comuni e dalla necessità di creare una nuova cultura imprenditoriale che parta dalla cooperazione e dal benessere comune per ottenere rapporti in pieno spirito “win-win” dove tutti hanno vantaggi e nessuno viene penalizzato.
In questo caso i produttori sono totalmente autonomi, liberi e svincolati pur partecipando ad un progetto volto alla dimostrazione che è possibile attuare una nuova modalità di fare impresa, profitto, economia.
Molti si chiedono come poter partire a realizzare questo progetto che comunque richiede risorse iniziali. Possiamo solo dare qualche consiglio che stiamo già attuando in alcune parti d’Italia.
Importante secondo noi è coinvolgere le scuole come nel caso del crotonese http://www.arcipelagoscec.org/doc/Patto_agrario_scuola.pdf e anche enti locali che abbiano a cuore le sorti economiche e sociali del proprio territorio.
Poichè il progetto del Sapore del Cuore e delle Botteghe dello ŠCEC è un progetto finalizzato al benessere comune, al sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria locale nonchè alle fasce deboli della popolazione attraverso il calmieramento dei prezzi, si può iniziare coinvolgendo l’Ente Locale a reperire nel patrimonio edilizio pubblico esistente un locale che possa essere adibito, con la formula del comodato d’uso a titolo gratuito, ad Emporio o a Bottega, frequenti sono anche i casi di beni sequestrati alla mafia o edifici industriali dismessi.
L’Ente Locale provvederà anche a fare da intermediario con la ASL e altre istituzioni per avere strade veloci e corsie preferenziali per l’ottenimento dei necessari permessi.
Per i fondi necessari per l’allestimento magari possono contribuire gli stessi enti locali del comprensorio interessato oppure attingere da fondi regionali per lo sviluppo del territorio come ad esempio sta avvenendo in Calabria dove è in fase di approvazione una legge regionale che aiuta finanziariamente l’allestimento di punti vendita di prodotti locali.
Un altra possibilità è quella dell’AZIONARIATO SOCIALE attingendo dal risparmio privato dove le famiglie comprano in anticipo la spesa di uno o più anni. In questo caso vista le delicatezza dell’argomento l’Ente Locale si farà garante insieme ad ArcipelagoŠCEC o ad un comitato cittadino di raccogliere i fondi e della corretta esecuzione dei lavori di allestimento.
I lavori verranno eseguiti in pieno spirito di Solidarietà e le aziende che si occuperanno dei lavori metteranno a disposizione, magari durante periodi “morti”, operai e materiali a costi ridotti, pur nel rispetto della qualità del lavoro e dei materiali forniti ovviamente.
Tanto per fare un esempio un’associazione di imprese edili in una regione del sud ha dato la sua disponibilità a fare le opere di ristrutturazione ai soli costi del materiale.
L’allestimento interno come banchi, celle frigo, scaffalature, arredamento e macchinari vari saranno reperiti per quanto possibile nel mercato dell’usato rigenerato, floridissimo in questi tempi di crisi. L’arredamento dovrà trasmettere essenzialità, calore e accoglienza al contrario dello squallore dei supermercati, dello sfarzo hollywoodiano dei centri commerciali o della falsità degli outlet.
CONCLUSIONI
Con questo progetto si possono ottenere una molteplicità di obiettivi, dalla creazione di mercato alle merci locali, alla possibilità attraverso il plusvalore derivante dalla trasformazione dei prodotti di poter far rimanere bassi i prezzi alla vendita e poter dare un giusto ricavo al produttore e alle imprese che partecipano al progetto e allo stesso tempo pur facendo rimanere le aziende completamente autonome e libere pur ottenendo i preziosi vantaggi di un lavoro di squadra compresa la creazione di nuovi posti di lavoro e di una nuova cultura imprenditoriale per le vecchie e nuove generazioni.
Poichè lo spirito è quello di creare benessere per la collettività in pieno spirito win-win gli utili che eccederanno il giusto guadagno delle imprese verranno dirottati alla diminuzione dei prezzi praticati alle famiglie o alla costituzione di un fondo destinato alla realizzazione/miglioramento di strutture di cui tutti beneficeranno. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Novembre 2009 16:48 |
Commenti (2)
Progetto copiato da quello in corso a Crotone
2
Mercoledì 02 Dicembre 2009 15:38
Giuseppe Carpentieri
http://www.provincia.crotone.it/informazione/news.php?Cod=1977
Download da arcipelago scec del progetto in corso
1
Mercoledì 02 Dicembre 2009 15:33
Giuseppe Carpentieri
http://emilia-romagna.arcipelagoscec.net/sites/emilia-romagna.arcipelagoscec.net/files/Progetto%20_Distretto%20Agroalimentare.pdf















