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Descrescita - Articoli
Scritto da Vincenzo Bruno   
Mercoledì 04 Maggio 2011 23:29

Nigel Marsh: Come far funzionare il binomio lavoro-vita privata


Il binomio lavoro-vita privata, dice Nigel Marsh, è troppo importante per farlo gestire dal vostro datore di lavoro. Al TEDx di Sydney, Marsh fa il tracciato di una giornata ideale equamente divisa tra impegni familiari, tempo da dedicare a se stessi e produttività -- e propone delle idee stimolanti per incoraggiarci a raggiungere questo equilibrio.

 

Qui il video del suo intervento su Ted.com. Non dimenticatevi di selezionare i sottotitoli in italiano.

 

Eccovi la trascrizione del testo del suo discorso.

Avrei pensato di cominciare con una piccola richiesta. Vorrei che tutti voi vi fermaste un attimo, poveri smidollati, e faceste un bilancio della vostra misera esistenza. (Risate)


Ora questo è il consiglio dato da San Benedetto ai suoi sbigottiti seguaci nel quinto secolo. Io stesso ho deciso di seguire questo consiglio al volgere dei miei 40 anni. Fino ad allora ero stato il classico guerriero aziendale -- mangiavo troppo, bevevo troppo, lavoravo troppo, e trascuravo la mia famiglia. Così ho deciso di provare a dare una svolta alla mia vita. In particolare ho deciso di cercare di affrontare lo spinoso tema del bilanciamento tra vita e lavoro. E allora ho chiesto un periodo di aspettativa e ho trascorso un anno a casa con mia moglie e i miei quattro bambini. Ma tutto quello che ho imparato al riguardo durante quell'anno è che è relativamente facile bilanciare vita e lavoro quando non si deve andare al lavoro. (Risate) Non è un'abilità che risulta molto utile, specialmente quando si è a corto di denaro.

Perciò ho ripreso a lavorare ed ho passato questi ultimi sette anni a lottare, studiare e scrivere su come raggiungere questo equilibrio. E ne sono emerse quattro osservazioni che oggi vorrei condividere con voi. La prima è che se la società vuol progredire su questo tema, abbiamo bisogno di un confronto onesto. Il guaio è che in troppi parlano a vanvera di bilanciamento vita-lavoro. Tutte le discussioni sulla flessibilità di oriario, o i venerdì informali o il congedo per paternità, servono solo a nascondere il problema principale, cioè che alcune scelte di lavoro e di carriera sono sostanzialmente incompatibili con la gestione quotidiana di una giovane famiglia. Perciò il primo passo per la soluzione di qualsiasi problema è riconoscere la realtà della situazione in cui ci si trova. E la realtà della nostra società è che ci sono svariate migliaia di persone che conducono vite di calma e stridente disperazione, impegnate per lunghe, pesanti ore in lavori che odiano, perché devono comprare cose che non servono per far bella figura con gente che nemmeno piace loro. (Risate) (Applausi) E' mia opinione che andare in ufficio il venerdì in jeans e T-shirt non è propriamente affrontare il nocciolo della questione.

(Risate)

La seconda osservazione che vorrei fare è che dobbiamo affrontare il fatto che né i governi né le corporazioni risolveranno mai il problema per noi. Dovremmo smetterla di guardare altrove; sta a noi come individui assumere il controllo e la responsabilità del tipo di vita che vogliamo vivere. Se non sarete voi a disegnare la vostra vita sarà qualcun altro a farlo per voi. E a voi potrebbe non piacere la loro idea di 'equilibrio'. E' molto importante -- non stiamo in internet, vero? che rischio il licenziamento -- è davvero importante che non lasciate determinare la qualità della vita da una corporazione commerciale. Ora non è che voglia parlare solo delle cattive aziende -- che chiamo il luogo della macellazione delle anime. (Risate) Parlo di tutte le aziende. Perché le società commerciali sono intrinsecamente concepite per poter trarre il massimo profitto da ognuno di voi. E' nella loro natura, nel loro DNA, è quello che fanno -- anche quelle sane, quelle con buone intenzioni. Da un lato aprire degli asili infantili in azienda è meraviglioso ed indice di ampie vedute. Dall'altro rappresenta un incubo; vuol dire semplicemente che passerete più tempo in quel dannato ufficio. Abbiamo la responsabilità di tracciare e mantenere le delimitazioni che vogliamo nella nostra vita.

La terza osservazione è che dobbiamo fare attenzione alla durata del tempo che ci concediamo per poter raggiungere dei risultati. Prima di tornare al lavoro dopo il mio anno passato a casa, mi sono seduto ed ho buttato giù una descrizione accurata, passo passo della giornata bilanciata ideale cui aspiravo. Ecco com'è andata: Svegliarsi ben riposati dopo aver dormito una notte intera. Fare del sesso. Portare fuori il cane. Fare colazione con moglie e figli. Fare di nuovo del sesso. (Risate) Lasciare i bambini a scuola andando al lavoro. Lavorare per tre ore. Fare dello sport con un amico durante la pausa pranzo. Lavorare per altre tre ore. Incontrarsi con i compagni al pub per una bevutina pomeridiana. Andare a casa per cenare con moglie e figli. Meditare per una mezz'oretta. Fare del sesso. Portare fuori il cane. Fare di nuovo del sesso. Andare a dormire. (Applausi) Quante volte pensate che riesca ad avere delle giornate così? (Risate) Dobbiamo essere realistici. Non ce la farete a fare tutto in un giorno. Abbiamo bisogno di prolungare il margine di tempo per verificare se riusciamo a bilanciare la nostra vita, ma dobbiamo prolungarlo senza cadere nella trappola di pensare che "Avrò una vita quando andrò in pensione, quando i miei figli lasceranno casa, quando mia moglie avrà chiesto il divorzio, ma la mia salute traballerà, non mi rimarranno compagni né interessi." (Risate) Un giorno è troppo poco, e il pensionamento è troppo lontano. Ci deve essere una via di mezzo.

Una quarta osservazione: Dobbiamo affrontare la questione in modo equilibrato. Lo scorso anno è venuta a trovarmi un'amica -- a lei non dispiace che racconti questa storia -- questa amica è venuta e mi ha detto, "Nigel, ho letto il tuo libro. E mi sono resa conto che la mia vita è totalmente squilibrata. E' completamente dominata dal lavoro. Lavoro 10 ore al giorno, più un paio d'ore nel traffico. Tutte le mie relazioni sono naufragate. Non è rimasto niente nella mia vita se non il lavoro. E allora ho deciso di cambiare e risolvere il problema. Mi sono iscritta ad una palestra." (Risate) Ora non voglio essere sarcastico, ma essere in forma per affrontare 10 ore di lavoro non vuol dire aver bilanciato le cose, ma solo che si è più in forma. (Risate) E sebbene l'esercizio fisico sia piacevole, la vita è fatta anche d'altro. C'è la parte intellettuale, quella emotiva, quella spirituale. Per raggiungere un equilibrio credo che dobbiamo prenderci cura di tutte queste componenti -- non solo fare 50 addominali.

Certo, questo può essere scoraggiante. Perché la gente dice, "Cavolo amico, non ho tempo per la palestra; vuoi che vada in chiesa e che chiami mia madre." E posso capire. Davvero, capisco come possa essere scoraggiante. Ma un incidente che mi è capitato un paio di anni fa mi ha dato una nuova prospettiva. Mia moglie, che si trova lì in mezzo a voi, un giorno mi chiamò in ufficio chiedendomi, "Nigel, dovresti andare a prendere il piccolo," Harry "a scuola." Perché quel pomeriggio doveva andare in un altro posto con gli altri tre bambini. Perciò sono uscito dal lavoro un'ora prima e sono passato a prendere Harry a scuola. Abbiamo passeggiato fino al vicino parco, ci siamo divertiti con le altalene, abbiamo fatto giochi cretini. Poi ci siamo incamminati per raggiungere un locale in cui ci siamo divisi una pizza, e poi di corsa a casa per fargli fare il bagno ed infilargli il suo pigiamino da Batman. Dopo gli ho letto un brano del racconto di Roald Dahl "James e la pesca gigante." Quindi l'ho messo a letto, rimboccato le coperte, e l'ho baciato in fronte dicendogli "Buona notte ragazzo," e sono uscito dalla stanza. Mentre uscivo mi dice "Papà", e io, "Sì, piccolo?" E lui, "Papà, è stato il più bel giorno della mia vita, davvero." E non avevo fatto niente di speciale, non l'avevo portato a Disney World né gli avevo comprato una Playstation.

Quello che voglio dire è che sono le piccole cose che sono importanti. Per essere più bilanciati non occorre sconvolgere la propria vita. Con dei piccoli investimenti nei posti giusti si può trasformare radicalmente la qualità delle proprie relazioni e la qualità della propria vita. Inoltre penso che in questo modo si possa trasformare la società. Perché se siamo in tanti a farlo possiamo cambiare quello che la società definisce come successo, passando dall'idea assurda e semplicistica che le persone più facoltose sono vincenti anche nella morte, ad una definizione più ragionevole ed equilibrata di come debba essere una vita ben vissuta. E questa, penso, è davvero un'idea che vale la pena diffondere.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Maggio 2011 23:38
 

Il membro Vincenzo Bruno e' registrato da Domenica 27 Settembre 2009.

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