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Descrescita - Articoli
Scritto da Giuseppe Carpentieri   
Lunedì 19 Luglio 2010 21:27

E’ sufficiente applicare l’etica della natura.

 

In risposta all’articolo pubblicato da Parmadaily : “la Parma del 2010 sarà una green city”, 15 luglio 2010.

Per avere un città verde e non scadere nella propaganda o peggio nel vendere illusioni utili solo alle SpA non c’è bisogno di fare proclami altisonanti ma solo di guardarsi dentro, essere onesti, umili e comprendere innanzitutto chi siamo e dove stiamo, due coordinate fondamentali a qualsiasi cittadino e comunità che intenda, sinceramente, riequilibrasi con la natura. Sfogliando la letteratura urbana si trovano centinaia di progetti ecologisti rimasti sulla carta perché il principio ordinatore dei Consigli comunali non è l’etica ma la rendita. Sono poche le città italiane non coinvolte dalla speculazione edilizia, si tratta di piccoli centri non considerati dai piani di sviluppo regionale “progressisti” e, dove la cultura criminosa della crescita ha inciso meno sono sorti i Parchi naturali e le “aree protette”, pensateci abbiamo bisogno di “aree protette”, ma perché il resto deve essere distrutto?

E’ sufficiente informasi meglio su piani e strategie per scoprire le enormi contraddizioni e le peggiori intenzioni figlie dell’ossimoro sviluppo sostenibile. Purtroppo uno dei principi generatori dell’Unione europea è il libero mercato e, concetti contraddittori come l’economia competitiva e, già, proprio quel fantasma inventato appositamente per ingannare i popoli e far credere che la crescita monetaria e materiale sia sinonimo di benessere. Siamo manipolati, addomesticati e ricattati dalla ricerca di un lavoro per procurarci quei pezzi di carta che non sono reale ricchezza ma l’esca di: banchieri, BCE, SpA, WTO e gruppi sovranazionali fuori controllo democratico dei popoli (CFR, Trilaterale, Bilderberg, Aspen…).

Fra gli strumenti e le pratiche previste ci sono idee condivisibili ed utili ma non potranno migliorare la qualità della vita per una ragione semplice e complessa: i cittadini non possono applicare il proprio potere supremo, cioè la sovranità popolare insita nella nostra Costituzione e questo aspetto determinante crea conflitti di ogni genere: priva il popolo sovrano di poteri di controllo diretto sulle decisioni politiche, sulla spesa pubblica, sulla partecipazione alle decisioni, sulla progettualità, sul processo creativo collettivo e sulla capacità di sviluppare una resilienza necessaria a risolvere problemi prima che questi si possano verificare. In sintesi non c’è libertà, l’UE ti fa credere di essere libero ma nella realtà sei uno schiavo che deve spendere una moneta debito, schiavo di consumare merci inutili ed a volte tossiche vendute dalle SpA.

Siamo la società della post-crescita e ci troviamo in un periodo di transizione energetica e culturale. Siamo esseri umani dotati di passione e creatività e fra gli umani non si compete, non si lotta ma si coopera, ci si sostiene, dovremmo essere l’uno reciproco all’altro. La natura e, noi siamo parte di essa, si sviluppa su principi autopoietici, cioè ricchezza è sinonimo di biodiversità mentre la competitività e lo sviluppo sostenibile invenzioni di marketing politico servono a modificare la percezione dell’uomo che a sua volta modifica anche i valori di riferimento così da non esser più naturali, umani ma distruttivi circa le energie e le risorse di tutti. Le regole del sistema socio-politico scritte dall’élite per l’élite rubano, uccidono e distruggono anche per la nostra apatia, indifferenza, nichilismo e cinismo ma un risveglio può cambiare le cose. Se la maggioranza dei cittadini fosse più sensibile, meno manipolata dal potere invisibile e più consapevole, potremmo già introdurre i più avanzati strumenti di democrazia diretta e questo può accadere domani mattina se gli Enti locali non fossero controllati dalle SpA e se i dipendenti eletti applicassero la Costituzione italiana anziché fare gli interessi esclusivi dell’élite.

La biodiversità della biologia, cioè la crescita, lo sviluppo è in perfetta analogia con l’autoderminazione e col pluralismo delle idee, caratteristica tipica del metodo democratico utile agli esseri umani per crescere, svilupparsi culturalmente. Solo in ambienti liberi, non condizionati dall’autorità, potremmo ascoltare la comunicazione di altre persone che possono condividere conoscenza che smuove la coscienza, il potere invisibile sa bene che questo non deve avvenire e come in ogni regime totalitario fa in modo che il pensiero di persone libere non debba svegliare le coscienze addormentate. A Parma, come nella maggioranza dei comuni italiani non esiste democrazia, governo del popolo, ma la degenerata democrazia rappresentativa, un’utile rappresentazione o maschera teatrale per ingannare le masse, usurpare diritti e, consentire alle SpA di trarre profitti dalle risorse locali.

La prima cosa che Giunta e Consiglio comunale dovrebbero fare per applicare l’interesse pubblico è togliere la gestione dei servizi pubblici locali dalle mani di una SpA per consegnarli ai legittimi proprietari: i cittadini e, questo può accadere con l’introduzione di una società no-profit gestita dall’Ente, al 30% ed al 70% dai prosumer, cittadini produttori e consumatori di acqua, energia, rifiuti, trasporti.

Solo dopo aver ripristinato un minimo di democrazia locale, trasparenza, ed etica nella dialettica politica sarà possibile anche applicare tecnologie socialmente utili. Pensateci, come può una SpA (massimizzazione dei profitti) che guadagna soldi dagli sprechi (energia e rifiuti) applicare l’ecologia quando la stessa non conosce il profitto? Conoscete una pianta che scambia moneta per ricevere energia solare? Ricordiamoci che una legge (Cip 6 ’92) consente ad una SpA di guadagnare bruciando risorse come i rifiuti quando la natura non produce rifiuti, ricicla tutto. Come possiamo introdurre una ESCO (società che guadagna dal risparmio energetico) se vige un monopolio energetico che guadagna dagli sprechi?

Un recente diagramma di David Bussett, pubblicato in Technology Review N4 2010, sintetizza lo spreco di energia trasformata, ben il 44,6% del calore viene disperso, tutto quanto già previsto anche da centri di ricerca come il CURE, ideato nel 1988 da Mario Palazzetti, Tullio Regge e Maurizio Pallante.

Inoltre, insensate norme europee misurano l’inquinamento dell’aria pesandolo e, non “contando” le nanoparticelle prodotte dai processi di combustione ma ripeto si misura il peso, la massa, nonostante i manuali di medicina del lavoro spiegano che, in tossicocinetica, la nocività di certi gas dipende anche dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità delle particelle emesse (Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pag. 175) da inceneritori, fonderie, acciaierie, cementifici, trasporti etc. Le nanoparticelle sono state fotografate nel nucleo delle nostre cellule dove risiede il DNA.

Dobbiamo sapere che se volessimo realmente vivere in un luogo verde, potremmo farlo. Esiste la conoscenza, la consapevolezza e le tecnologie per non dipendere più dagli idrocarburi (petrolio e gas), possiamo evitare di costruire nuove case e rivalutare tutto il patrimonio edilizio esistente e, solo se applicassimo queste due strategie iniziali si potrebbero avere nuovi mestieri virtuosi, nuova occupazione socialmente utile.

Non serve riporre fiducia sull’attuale classe dirigente e nessuno altro dovrebbe averne, visto che sta distruggendo risorse naturali non rinnovabili e ruba il futuro alle generazioni successive, ma bisogna aver fiducia nel risveglio delle coscienze poiché sta già accadendo, è una moltitudine inarrestabile che sta cambiando la società, basti vedere le “transition town”, “Terra madre” a livello planetario e, l’esistenza di centri di ricerca come il Wuppertal in Germania, ed associazioni come MDF e molti altri gruppi in Italia, elencarli tutti sarebbe impossibile, che propongono cambi di paradigma culturale in armonia con la coscienza umana.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Luglio 2010 15:40
 
Autore di questo articolo: Giuseppe Carpentieri

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