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Descrescita - Articoli
Scritto da simpatizzante mdf   
Giovedì 15 Aprile 2010 15:01

Un bel battesimo, il 10 aprile alle 15, per il circolo di Parma del Movimento Decrescita Felice (MDF), nella sede di via del Taglio 2, gestita dal circolo culturale MU. gentilmente messa a disposizione. Niente di meglio di un convegno con tre relatori di peso come Marco Boschini, assessore di Colorno e coordinatore dell'associazione Comuni Virtuosi, Pier Paolo Dal Monte, dell'accademia della decrescita felice, e Maurizio Pallante, presidente di MDF. Tre relatori i quali, in modo semplice ed efficace hanno spiegato a un'ampia platea il significato di “decrescita felice” da un punto di vista politico, antropologico, filosofico e sociale.

 

A presentare l'evento, uno dei soci del circolo di Parma nonché membro del direttivo nazionale di MDF, Giuseppe Carpentieri, il quale, dopo una brevissima introduzione, ha lasciato la parola a Boschini. Per l'assessore, l'applicazione della decrescita felice come concetto politico ha portato alla costituzione dell'associazione dei Comuni Virtuosi, formata attualmente da una trentina di Comuni di medie dimensioni. Obiettivo dell'associazione: usare razionalmente le risorse pubbliche puntando sulla progettazione partecipata delle opere, sull'ottimizzazione degli edifici affinché riducano gli sprechi energetici e promuovendo un piano di riqualificazione a “crescita zero” (invece di costruire nuovi edifici, si migliorano quelli esistenti).

Boschini è stato soprattutto critico su quello che lui definisce “il ricatto della cementificazione”, cioè quello al quale sottostanno i Comuni in assenza di fondi o in presenza di leggi opinabili che costringono le amministrazioni parsimoniose e in attivo a non spendere denaro pubblico. Un ricatto basato sul fatto che, per avere denaro in cassa, bisogna continuare a costruire. L'assessore ha spiegato invece che, ottimizzando i consumi energetici, quello che si risparmia, rimane in cassa per altri progetti.

E come ottimizzare i consumi energetici? Oltre alla promozione dell'uso razionale dell'energia (ridurre al massimo gli sprechi), l'amministratore ha elencato altre buone pratiche che, se adeguatamente incentivate, riducono non solo gli sprechi ma anche l'utilizzo di combustibili e l'inquinamento. Dalla riduzione dei rifiuti tramite distributori di bibite, latte, detersivi e acqua alla raccolta differenziata “porta a porta” senza i cassonetti per strada. Dalla promozione dei Gruppi di Acquisto Solidale alla mobilità sostenibile (car sharing, mezzi pubblici, piste ciclabili).

 

L'intervento di Pier Paolo Dal Monte ha puntato l'attenzione sull'aspetto economico-sociale della decrescita felice, che lui ritiene addirittura necessaria se si vuole impedire a un mondo globalizzato di collassare globalmente in maniera definitiva. Un mondo dominato da un'economia fondata sulla crescita, sulla competizione a tutti i costi, sul ricatto del lavoro. Allora la decrescita diventa una via per la libertà perché promuove l'autoproduzione di beni, riduce la dipendenza dalla moneta, perché più cose si sanno fare e produrre, meno si è costretti a comprarle da altri.

 

Infine, Maurizio Pallante, in modo sintetico ed efficace ha illustrato come il concetto di decrescita felice sia basato su tre aspetti interconnessi e imprescindibili, come le gambe di un treppiede: la tecnologia, lo stile di vita e la politica.

Partendo dalla tecnologia, il presidente di MDF ha delineato un possibile quadro nel quale lo spreco è bandito dal quotidiano. E non si parla di risparmio, quanto di “uso razionale” delle risorse. Lo spreco non è un bene perché non viene utilizzato, perciò eliminarlo non costituisce una perdita; semmai, l'eliminazione permette di concentrare le risorse economiche verso altri aspetti. Così Pallante ha proseguito puntando sull'aspetto politico, criticando la politica attuale che, per affrontare il problema dell'occupazione, evita di ricorrere alla tecnologia della decrescita, l'unica che abbia prodotto più occupazione nel mondo.

Il suo intervento è terminato con un invito a uno stile di vita improntato alla sobrietà, ossia non solo improntato all'impiego delle sole risorse effettivamente necessarie (cibo, acqua, energia) ma anche votato all'autoproduzione, all'apprendimento di attività che permettano lo “scambio di beni che non sono merci”, come il tempo, e allo scambio di beni in sostituzione degli scambi in denaro. Infatti, ha notato Pallante, gli scambi di beni incrementano i rapporti sociali e li cementificano, mentre quelli in denaro li deteriorano.

 

Terminati tutti gli interventi, Carpentieri ha ripreso la parola per sintetizzare il concetto di decrescita come paradigma applicabile a ogni aspetto della vita, da quello sociale a quello politico fino a quello lavorativo. Inoltre ha anticipato il programma che ha in mente di realizzare a breve il circolo di Parma, come l'università del saper fare, incontri divulgativi e corsi.


Presentazione Circolo MDF di Parma 2 - Marco Boschini from Andrea Ollari on Vimeo.


Presentazione Circolo MDF di Parma 3 - Pier Paolo Dal Monte from Andrea Ollari on Vimeo.


Presentazione Circolo MDF di Parma - Maurizio Pallante e Giuseppe Carpentieri from Andrea Ollari on Vimeo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Aprile 2010 20:43
 
Autore di questo articolo: simpatizzante mdf

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