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| La vertenza contro i CIP6 |
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| Descrescita - Rifiuti Zero |
| Scritto da gestionecorrettarifiuti.it |
| Giovedì 25 Marzo 2010 15:45 |
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La sigla Cip6 deriva da una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi, la numero 6 appunto, che nel 1992 recepiva una norma europea di incentivazione alla produzione “verde” di energia da fonti rinnovabili. In Italia però, unico paese in Europa, fu aggiunta una parolina, “assimilate”, che di fatto apri la strada al finanziamento occulto degli inceneritori. Da allora questi impianti hanno fatto man bassa degli incentivi andando a raccogliere il 90% dei finanziamenti. I Cip6 si sono rilevati un tesoro nascosto per i gestori degli inceneritori che hanno visto l'energia elettrica prodotta dai loro impianti pagata tre volte il prezzo di mercato. Un Bengodi che ha fatto incassare, ad esempio all'inceneritore di Brescia, qualcosa come l'astronomica cifra di 450 milioni di euro. E’ chiaro che tali contributi a favore dell’incenerimento disincentivano la raccolta differenziata. Le società che gestiscono gli inceneritori non hanno nessuna motivazione per incentivare il riciclo, a loro serve “carburante” per sfamare i loro impianti. Di fatti la raccolta differenziata a Brescia è ferma ai livelli più bassi d'Italia. Il 7% di ogni bolletta elettrica viene utilizzato per sostenere i Cip 6, e di fatto i contribuenti hanno finanziato negli anni impianti che hanno bruciato perfino scarti di raffineria e di lavorazioni industriali, oltre che plastica dai rifiuti urbani e molte altre sostanze inquinanti. Ad oggi solo il 10% di questi soldi è stato veramente investito nelle vere rinnovabili come eolico, solare, idroelettrico. L'Italia è stata sottoposta a procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea ed è stata condannata. Alla luce di questo c'è oggi la possibilità di chiedere, sia come aziende che come privati, la restituzione della somma che dal 2001 ad oggi è stata illecitamente utilizzata per altri scopi. A condurre questa battaglia è l'associazione Diritto al Futuro che sta raccogliendo in tutta Italia le adesioni per poter poi procedere con la richiesta di rimborso. Sono già state raccolte più di 2.000 adesioni in tutto il Paese, ed ora tocca a Parma. Il Coordinamento Gestione Corretta dei Rifiuti di Parma ha organizzato una serata per spiegare ai cittadini tutte le modalità di azione e per raccogliere al tempo stesso le adesioni. L'incontro si svolgerà il 31 marzo alle ore 21 presso il teatro della parrocchia di Sant'Evasio, via colli 12. Ospite d'eccezione: Rossano Ercolini rappresentante di Ambiente Futuro e Diritto al Futuro l'associazione che promuove la vertenza Cip6 nonchè fondatore del movimento Zero Rifiuti in Italia La vertenza Cip 6 sarà a carico dell'associazione Diritto al Futuro e la sola somma richiesta ai sottoscrittori sono 10 euro per utenza privata oppure 20 euro per le società, per coprire le spese accessorie. Nella stessa serata, portando con sé una fotocopia della bolletta elettrica e quella di un documento di identità, sarà possibile sottoscrivere da subito l'azione di rimborso. Per altre informazioni sulla vertenza di Diritto Al Futuro è attiva la pagina Internet www.dirittoalfuturo.it/vcip6.html Per altre informazioni sulla vertenza a Parma, scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Marzo 2010 18:10 |















