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Descrescita - Democrazia
Scritto da Giuseppe Carpentieri   
Mercoledì 12 Maggio 2010 16:18

Qualcosa Che Non Va Articolo

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Il dibattito politico di questo libro ispirato agli appunti del mio diario pubblico (blog) verte su come dovrebbe essere gestita la società. Noi siamo esseri umani, entità biologiche e rispondiamo alle leggi dell’universo. Credo che ormai non ci sia alcun dubbio riguardo al fatto che lo stile di vita della maggioranza degli italiani sia del tutto condizionato dal pensiero dominante e, non sia né uno stile umano e né saggio.

La politica delle SpA agisce per impedire un’evoluzione del pensiero con una comunicazione martellante che propone comportamenti immaturi ed irresponsabili. Condizionare lo stile di vita di un bambino è semplice per le SpA, l’obiettivo è infantilizzare gli adulti e ci stanno riuscendo molto bene, dall’abbigliamento, ai comportamenti quotidiani fino alle scelte politiche immature.
Dovrebbe esser chiaro che democrazia, governo del popolo, ed ecologia sono sinonimi e non sono compatibili col governo attuale (Unione europea, BCE, multinazionali). La Natura mostra chiaramente il modello del governo giusto, etico, tutti gli esseri viventi sono interconnessi e non condizionano la sopravvivenza di specie geograficamente distanti, proprio l’atteggiamento opposto della Banca mondiale e del Fondo Monetario Internazionale che interferiscono negativamente sui popoli violandone la sovranità.

Secondo il critico conservatore Joseph Epstein, sono sempre più numerosi gli adulti «prigionieri di uno stato mentale assimilabile a quello dello studente di liceo, e questo li porta a mangiare cereali, guardare ore e ore di televisione e sperare in conquiste sessuali», in una sorta di adolescenza perpetua, svincolata da qualsiasi responsabilità, senza le vere pressione da quel lavoro sporco che è al vita». Juliet Schor, da sinistra, concorda sul fatto che siamo diventati una nazione che non ha più la priorità di insegnare ai propri figli a crescere bene socialmente, intellettualmente e spiritualmente, ma come obiettivo principale l’educazione al consumo». Norma Pecora osserva che «con la consumerizzazione del bambino arriva la formazione ideologica dell’adulto». […] Ciò che viene condizionato dall’ethos infantilistico riguarda proprio le nostre aspettative su come debba andare la vita. (B. R. Barber, Consumati, Einaudi, 2010, pag. 26)

Per la biologia lo sviluppo si poggia su principi autarchici, di autodeterminazione e, su sistemi autopoietici mentre l’attuale cultura dominante programma i cittadini alla disumanizzazione del produttivismo e dello sviluppo illimitato stimolato dall’inganno: maggiore offerta rispetto alla domanda. E’ questo l’inganno sul significato dei termini, mentre in Natura lo sviluppo significa crescita delle biodiversità ed è democratico, in finanza lo sviluppo è una truffa che sta distruggendo valori umani, condiziona le menti, distrugge gli ecosistemi, e crea forme di schiavitù.

E’ straordinaria l’analogia biologica con le forme di democrazia diretta e partecipativa. Infatti i migliori sistemi di amministrazione sono quelli dell’autogoverno presenti nella Confederazione Svizzera per mezzo dell’iniziativa e del referendum presenti negli statuti dei Cantoni. Le buone pratiche amministrative coincidono con autonomia ed autogestione in ambiti territoriali di estensione provinciale (fateci caso molti intendono abolire le Province anziché le Regioni) poiché le persone possano essere più vicine ai propri palazzi e possano avere contatti diretti con i dipendenti eletti.

Non è un caso che la forma di governo federativa sia quella più democratica poiché come per le leggi biologiche possano crescere più biodiversità (pluralismo), cioè maggiore creatività umana per la soluzione dei problemi, maggiore ed efficace gestione delle risorse.
Non è un caso che la Province autonome, Trento e Bolzano siano quelle più sensibili ed efficienti in materia ambientale, non è un caso che il Brasile (forma federale e riforma amministrativa col “bilancio partecipativo”) sia in crescita il civismo dei cittadini, non è un caso che in California ed altre comunità abbiamo deliberato la strategia Rifiuti Zero

Il termine autopoiesi è stato coniato nel 1972 da Humberto Maturana a partire dalla parola greca auto, ovvero se stesso, e poiesis, ovverosia creazione. In pratica un sistema autopoietico è un sistema che ridefinisce continuamente se stesso ed al proprio interno si sostiene e si riproduce. Un sistema autopoietico può quindi essere rappresentato come una rete di processi di creazione, trasformazione e distruzione di componenti che, interagendo fra loro, sostengono e rigenerano in continuazione lo stesso sistema. Inoltre il sistema si autodefinisce, di fatto, ovvero il dominio di esistenza di un sistema autopoietico coincide con il dominio topologico delle sue componenti.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Maggio 2010 16:20
 
Autore di questo articolo: Giuseppe Carpentieri

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