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| Decrescere è meglio |
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| Descrescita - Scienza e Tecnologia |
| Scritto da Giuseppe Carpentieri |
| Giovedì 15 Ottobre 2009 14:56 |
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Col trascorre del tempo aumenta la richiesta di energia ed anche i relativi costi sulla bolletta. Il maggior uso di elettrodomestici, bisogno indotto dalla pubblicità, fa aumentare i consumi. I costi aumentano anche perché si riduce la risorsa: petrolio e gas. Tutto ciò accade, nonostante gli italiani non abbiamo bisogno di importare energia perché possono autoprodurla. In questo contesso le risorse monetarie vanno alle società SpA municipalizzate/partecipate, soggetti emergenti nel mercato bloccato dell’energia, ovviamente capitanato dai colossi ENEL ed ENI. Il cittadino/suddito non ha possibilità di scelta poiché non c’è un libero mercato e soprattutto non riesce, per il momento, ad autoprodursi l’energia necessaria. L’assurdità: l’energia è presente in natura e l’impiego di tecnologie “innovative” con forme attive (fusione fredda) e passive (captazione dell’energia solare) può liberare i cittadini dalla schiavitù delle obsolete SpA senza dipendere dai ricatti della politica.
In questo quadro, si introduce, un’applicazione politica della decrescita. E’ necessario approfondire due concetti elementari: l’eco-efficienza e la sufficienza energetica. L’eco-efficienza, in termini di uso razionale dell’energia poiché prodotta da fonti rinnovabili, ci consente di comprendere come si debba necessariamente migliorare le prestazioni energetiche eliminando gli sprechi di abitazioni costruite male ed avere automobili alimentate da motori magnetici. In generale l’intero sistema della mobilità con l’uso del magnetismo può rendere gli spostamenti molto meno impattanti (treno a levitazione magnetica). La sufficienza introduce il concetto di fabbisogno energetico reale, eliminando gli eccessi a priori, abbassando la domanda di energia con l’uso di tecnologie meno energivore. Risparmio energetico degli edifici. Il concetto di efficienza energetica per le case fu introdotto dal legislatore con la vecchia legge 10/91, mai applicata. Oggi una maggiore conoscenza di tecnologie applicate ci consente di progettare e costruire abitazioni che usano davvero poca energia, per riscaldare e raffreddare gli ambiente (trigenerazione – pompe di calore). Non solo si può ridurre il consumo e la domanda, ma si può intervenire a scala urbana per ridurre sostanzialmente l’impronta ecologica di interi quartieri – Isola Ambientale di 5000 abitanti – anche attraverso lo stile di vita di tutti noi, ad esempio applicando il riciclo dei rifiuti. E’ necessario passare al sistema di produzione energetica distribuita. Cioè usare le risorse energetiche del territorio realizzando una rete che regoli la domanda energetiche dei singoli edifici. Sole, vento, geotermia, fusione fredda possono essere messe in una rete intelligente che produce costantemente energia e la distribuisce in maniera razionale. La strategia “rifiuti zero” eliminare gli sprechi delle merci prodotte. Queste applicazioni ed altre ci consentono di costruire interi quartieri, indipendenti dal punto di vista energetico che inquinano poco, e molto meno delle attuali città italiane. Così come si calcola il fabbisogno energetico di un edificio, è possibile farlo per un’intera “Isola Ambientale”, cioè il quartiere sostenibile di 5000 abitanti. E’ necessario intervenire sia “sul costruito” che “sul nuovo” per ridurre le emissioni, ridurre la domanda, e creare un’indipendenza energetica. Il risultato di più azioni coordinate verso la decrescita ci restituiscono un ambiente cittadino migliore, un sostanziale risparmio economico su tutte le bollette energiche: elettricità, riscaldamento, raffrescamento e gas. Altre nazioni hanno già iniziato a ridurre la produzione di rifiuti, ed hanno liberalizzato il mercato dell’energia consentendo ai cittadini di autoprodurla. Ad esempio: la vecchia legge 10/91 consente di produrre 25.490 kg l’anno di CO2, mentre una casa certificata con CasaClima (provincia di Bolzano) di categoria A ne produca solo 5.058 kg/anno ed una CasaClima oro ne produce appena 1.686 kg/anno di Co2. Il fabbisogno energetico di una CasaClima classe A è inferiore a 30 KWh/mq annuo, di classe B è compreso fra 30 e 50 KWh/mq annuo. La conseguenza è anche un notevole risparmio economico per la bolletta energetica. La concezione di una “città nuova” in termini di sostenibilità inevitabilmente predilige un “uso razionale del suolo”, e di conseguenza si dovrà elaborare un regolamento edilizio che preveda la costruzione di edifici a bassa impronta ecologica. L’Italia è indietro, al momento ci accontentiamo di un poco decollato conto energia, fortemente osteggiato da Enel, ENI e dalle Aziende municipalizzate/partecipate. Affinché avvenga un reale cambiamento è necessario che i cittadini siano i primi ad attivarsi facendo serie pressioni ed azioni politiche per tutelare i propri interessi. Fino a quando i rappresentati eletti saranno i camerieri delle aziende su citate, essi non faranno mai gli interessi dello Stato a tutela del bene comune. Cos’è l’Isola Ambientale? Emanuele Severino, tecnica e architettura, Raffaello Cortina editore, 2003 p. 72 [...] per produrre beni, il capitalismo (come, ieri, il socialismo reale) si serve della tecnica guidata dalla scienza moderna. Già questa constatazione sarebbe sufficiente a mostrare la differenza tra capitalismo e tecnica. Il padrone non è il servitore. Ma si può aggiungere che nella storia della nostra civiltà lo scopo dei servi è stato il benessere del padrone. Poi, a un certo momento, i servi hanno cominciato ad avere un proprio scopo, che dunque non solo era diverso, ma opposto a quello dei padroni. Avere un proprio scopo significa infatti non essere più servi. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 09 Gennaio 2010 12:54 |















